La sindrome del tunnel carpale

24-09-2014
La sindrome del tunnel carpale

Per “Sindrome del Tunnel Carpale” si intende un insieme di “disturbi” avvertiti dal paziente (Sindrome) che sono riferiti a una determinata e ben precisa regione del polso (Carpo – da cui Carpale). Il termine di “Tunnel” in realtà, ben si presta come termine poiché è proprio una vera “galleria” attraverso la quale il Nervo Mediano passa per entrare nella mano e innervarla. Questa galleria ha un pavimento, costituito da otto ossa del carpo e dai tendini che servono alla mobilizzazione della mano e delle dita, e come tetto un legamento (legamento trasverso del carpo) che la chiude. È proprio in questo tunnel che la struttura nervosa (il nervo mediano) può venir compressa e quindi causare la sintomatologia tipica della Sindrome del Tunnel Carpale.

 

Quali sono i sintomi?

I sintomi che vengono riferiti da chi presenta una Sindrome del Tunnel Carpale sono caratterizzati da dolore, formicolii e intorpidimento prevalentemente al pollice, indice e medio. A volte questi sintomi non sono confinati solamente alla mano ma possono estendersi anche all’avambraccio e la caratteristica maggiore è che possono essere più intensi di notte e spesso svegliano il paziente che è costretto ad alcune manovre (scuotere la mano, farla “cadere” fuori dal letto) per alleviare il dolore. Durante il giorno questi sintomi possono non essere avvertiti ma alcune azioni, quali scrivere, digitare su una tastiera, fare le pulizie di casa o lavorare a maglia, possono essere cause scatenanti della ricomparsa del dolore. Se il Nervo Mediano è severamente compromesso, la sintomatologia può manifestarsi durante l’arco di tutta la giornata e la mano può sembrare debole, con le dita intorpidite, incapaci di realizzare movimenti fini per cui le cose possono cadere dalle mani.

 

Quali sono le cause?

Nella maggior parte dei casi una causa ben precisa non è identificabile. Il Nervo Mediano all’interno del tunnel carpale è molto sensibile alla compressione e la Sindrome del Tunnel Carpale occorre quando i tessuti circostanti, i tendini flessori, si gonfiano: la membrana sinoviale lubrifica i tendini e rende più facile il movimento, ma il gonfiore della sinovia restringe lo spazio confinato del tunnel carpale, e nel tempo, determina una sofferenza del nervo. Altre cause possono essere: la ritenzione di liquidi come ad esempio in gravidanza, il diabete o l’ipotiroidismo. 

Molti fattori possono contribuire allo sviluppo della sindrome del tunnel carpale:

  • L'ereditarietà è il fattore più importante, infatti, i tunnel carpale possono essere più piccoli in alcune persone, e questa caratteristica viene ereditata
  • Fare lavori manuali (come usare il martello pneumatico) o lavori di precisione e tipicamente ripetitivi, può contribuire nel tempo a sviluppare questo disturbo
  • L'età è un fattore importante: la malattia occorre più frequentemente nelle persone anziane
  • Alcuni sport (come giocare a bowling o a tennis), o l'utilizzo di strumenti musicali (come la chitarra) che causano micro traumatismi ripetuti del polso
  • L'utilizzo molto frequente del mouse del computer (noto come il mal di mouse)

Talvolta la Sindrome del Tunnel Carpale può essere confusa con altre patologie del Nervo Mediano quali ad esempio la compressione delle radici nervose nella ragione cervicale provocata da un’ernia discale. Per avere conferma della diagnosi di Sindrome del Tunnel Carpale, si ricorre a un esame neurofunzionale: l’elettromiografia e l’elettroneurografia. Piccoli elettrodi sono posti sulla cute prima del polso per stimolare il Nervo Mediano. Nei soggetti con Sindrome del Tunnel Carpale vi è un ritardo della conduzione dello stimolo elettrico ai muscoli del pollice. Il ritardo può essere misurato e questo valore indica il grado di compressione del Nervo Mediano.

 

Tipi di Terapie

Il trattamento terapeutico della Sindrome del Tunnel Carpale può essere di due tipi:

  1. Medico Conservativo
  2. Chirurgico

La diversità di trattamento dipende dalla fase sintomatologica della Sindrome del Tunnel Carpale.

 

  1. Trattamento medico Conservativo

Il trattamento conservativo si avvale di una terapia medica, di una terapia infiltrativa e di una terapia d’immobilizzazione.

Il TRATTAMENTO MEDICO si avvale di farmaci diuretici in quei casi di Sindrome del Tunnel Carpale che si accompagnano a ritenzione di liquidi e/o farmaci anti-infiammatori non steroidei.

Il TRATTAMENTO INFILTRATIVO riguarda l’uso di cortisone che viene iniettato in piccola dose nel tunnel carpale e può determinare un miglioramento per qualche settimana. Se è presente un’artrite del polso, l’infiltrazione cortisonica può avvenire anche nell’articolazione stessa.

Il TRATTAMENTO DI IMMOBILIZZAZIONE si impiega nei casi di dolore e formicolio importante durante le ore notturne e si avvale dell’uso di un tutore del polso da usare durante la notte; in questo modo il polso viene mantenuto in una posizione neutra impedendo l’irritazione notturna del nervo mediano che avviene quando i polsi sono piegati durante il sonno.

  1. Trattamento chirurgico

Il trattamento chirurgico ha lo scopo di ridurre la compressione sul Nervo Mediano e questo si realizza incidendo completamente il Legamento trasverso del Carpo, liberando il Nervo e realizzando una rapida scomparsa del dolore. Il recupero totale della forza e della sensibilità richiede tempi più lunghi.

L’intervento chirurgico per la Sindrome del Tunnel Carpale viene eseguito in regime ambulatoriale, in anestesia locale e comporta solo una piccola cicatrice (circa 2 - 3 centimetri a livello del polso). L’intervento dura circa 20 minuti. Subito dopo l'intervento chirurgico, dovrete tenere la mano un po’ sollevata e muovere solo le dita per qualche giorno. Questo riduce il gonfiore e previene la rigidità. Si può usare la mano normalmente, avendo cura di evitare sforzi e compressioni sulla ferita chirurgica. I punti di sutura vengono tolti dopo 2 settimane. La completa guarigione richiede circa un mese.

La terapia chirurgica comporta nella quasi totalità dei casi una buona risoluzione dei sintomi.

Il grado di recupero della funzionalità della mano dipende dal livello di danneggiamento che il nervo aveva raggiunto prima dell’intervento.

DI CONSEGUENZA TANTO È PRECOCE L’INTERVENTO, MIGLIORE PUÒ ESSERE IL RISULTATO. 

DOTTORE MEDICO CHIRURGO
EZIO NICOLA GANGEMI

Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica

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